Ho iniziato a scrivere canzoni tanto tempo fa. Strimpellatrice di pianoforte, a un certo punto ho iniziato cantare il blues con un gruppo di amici e poi a comporre canzoni. Era più o meno il 1995. Avevo da poco terminato gli studi universitari in lingue, ma io lo sapevo che la mia non sarebbe stata una vita “normale”. Infatti appena finita l'università mi sono tuffata in una serie di esperienze alla ricerca della mia musica, della mia voce, della mia lingua, in definitiva di me stessa. Di musica io non so parlare, la so soltanto fare, è una specie di sapienza che mi è data in dono. Sono un tramite. Basta che mi metta seduta al pianoforte e lei arriva. Oppure arriva quando guido la macchina, dipende. Ho scritto molte canzoni in macchina. Ciò che chiede in cambio è che io la lasci libera di essere ciò che vuole, che non pretenda di intrappolarla in schemi. La mia musica non è mia, non appartiene a nessun genere, non ama le gabbie. E' sempre stata così, testarda, ironica, un po' matta, molto tenera. Va con le parole ma anche senza, è indissolubile da me, parla di me e del mio mondo e del mondo.

Ecco la storia di Claudia Fofi in estrema sintesi e in terza persona, come se fosse qualcun altro a scriverla.


 

Claudia Fofi, classe '67, inizia a comporre canzoni e a porsi all’attenzione del panorama cantautorale italiano andando a vincere il Premio Grinzane Cavour nel 1995 per il miglior testo all’interno della manifestazione “Scrivi la tua canzone” (direttore della giuria Fabrizio de André). E’ l’inizio di una serie di brillanti riscontri che la portano in tutta Italia a cantare le sue canzoni accompagnata da una band. Partecipa ad Arezzo Wave nel 1997 e nel ‘98 ha l’opportunità di percorrere l’Italia dei club storici, templi della musica dal vivo di stampo “indie”, dal Naima di Forlì all’Agricantus di Palermo passando per il Velvet di Castiglion Fiorentino, all’interno della tournée “Arezzo Wave On The Rock”. Sempre nel ’98 autoproduce il suo primo album “Un sogno blu” (ormai introvabile, chi ce l'ha in casa se lo tenga stretto perché rischia di diventare un cult. Una manciata di canzoni fuori di testa, i fondamenti della sua scrittura ancora acerba ma dallo stile riconoscibile) e parallelamente canta in formazioni duo e trio jazz-blues. Vince poi “Soundtrack-La colonna sonora del terzo millennio” a Jesi, e viene poi selezionata da Zone Attive di Roma per la manifestazione “Enzimi” nel 2001, dove lavora in workshop a fianco di Nicola Stilo, Novalia, Agricantus. Sue canzoni sono scelte dal regista napoletano Luca Monetti per il cortometraggio “Etichette Strette”. Nel 2001 vince il Premio Ciampi. Inizia una fase di sperimentazioni e contaminazioni con il linguaggio dell’elettronica grazie all’incontro con Enzo Miceli, fase da cui prenderà forma il nuovo cd, sempre autoprodotto, “Centrifuga“, del 2003. Nello stesso anno le viene assegnata la Targa del Comitato Artistico di Garanzia al Premio Città di Recanati-Musicultura. “Centrifuga” segna l'interruzione dei suoi concerti, finisce in cantina dove resta per tantissimi anni, senza una distribuzione. Nel 2004 nasce sua figlia Pepita e per diversi anni Claudia si dedica alla famiglia, allontanandosi dai palchi, ma continuando a scrivere. Nel 2006 si avvicina alla ricerca vocale stimolata dall'incontro con Kaya Anderson del Roy Hart Theatre e compone le canzoni per lo spettacolo teatrale “Emma”, sull'emigrazione italiana all'estero, prodotto dall’Associazione Artisti Senza Frontiere, per la regia dell’australiana Tanya Denny, in scena al Teatro Cristallo di Bolzano. E’ un progetto imponente, con un coro multietnico di 50 donne. La nuova passione per la scrittura corale e per il tema dell'emigrazione la porta a dare vita nel 2007 all'ensemble Le Core, con quattro voci femminili e quattro musicisti, con un progetto intitolato “La Valigia dello Straniero”. Le Core vincono il Premio Logic al Mantova Musica Festival 2007. Un paio d'anni di concerti importanti, tra cui la partecipazione al Festival Suoni delle Dolomiti, dove Le Core iniziano una collaborazione con Lucilla Giagnoni. Nel 2009 Le Core sono finaliste al Premio Musicultura. Dopo lo scioglimento del quartetto Claudia si immerge sempre più nella ricerca vocale e inizia a dare laboratori in tutta Italia e anche in Germania sull'uso della voce naturale e l'improvvisazione vocale, arrivando a mettere a punto un proprio metodo, Voce Creativa™. Intanto nel 2011 scrive “Musiche e canti con le parole di Saba e Levi” con l'attore e registra Riccardo Tordoni, inizia a intrecciare poesia e musica, scrive una nuova produzione ispirata a “La canzone dei F.P. e degli I.M.” di Elsa Morante. Nel 2013 vince il Premio Canzone di Pace a Napoli con il testo “La valigia dello straniero”. Inizia a comporre canzoni per altre cantanti e come autrice rientra nella finale del Premio Andrea Parodi per la musica del brano “Una rundine in sas aeras” cantato da Sara Marini. I suoi rari concerti diventano “Concerto&Reading”, situazioni in cui è prevista la partecipazione del pubblico, che può liberamente prendere il microfono per dire delle cose, leggere poesie e cantare. Sempre più interessata al superamento del confine tra il performer e il pubblico, alla ricerca di una possibile osmosi, intercetta la Paesologia di Franco Arminio, che la invita al Festival La Luna e i Calanchi. Un nuovo mondo da conoscere, che finalmente la riconcilia con la sua parte poetica, sempre lasciata in ombra dalla ricerca nella forma-canzone. Nei vari anni in cui si reca al festival Claudia ha modo di leggere le proprie poesie, incontra Silvana Kuhtz che le pubblica un libro, “Odio le ragioniere”, per Secop Edizioni, collana Poesia in Azione. Nel 2016 inizia un tour di promozione del libro che la impegna un paio d'anni  in tutta Italia con un reading al pianoforte e l'uso di una loop station per la voce. Intanto suoi testi girano in svariati modi, sue poesie vengono inserite in antologie, la compagnia Altroteatro di Firenze mette in scena due monologhi suoi, uno per uno spettacolo sulla violenza di genere e un altro intitolato “La signora G.”. Nel 2015 si concede un paio di concerti, di cui uno con il pianista compositore Ramberto Ciammarughi e con il chitarrista Paolo Ceccarelli intitolato “Le relazioni pericolose" e l'altro sempre con Ceccarelli, “Concerto autobiografico”. Sue canzoni compaiono negli ultimi due album della Med Free Orkestra, che nel 2016 apre il concerto del primo maggio a Roma con la sua canzone “Balla”, scritta per la figlia. Continua il suo lavoro di facilitatrice del canto in contesti diversi, dalla riabilitazione in centri diurni per malati mentali al team building in aziende, dai corsi di formazione per operatori sociali al lavoro con attori, cantanti, persone alla ricerca della propria voce. Nel 2018 finalmente decide di tornare in studio di registrazione e lo fa alla sua maniera. Chiama Ares Tavolazzi, Alessandro Gwis, Alessandro Paternesi e Paolo Ceccarelli, prepara alcune parti, decide di non arrangiare ma di lasciare accadere la musica. Il risultato è un album senza tempo, un omaggio alla musica intitolato “Teoria degli affetti”. Nel 2019 porta il suo lavoro sperimentale con la voce, l'improvvisazione totale, a Italia's got talent, dove insieme alla figlia quattordicenne riceve il plauso dei giudici per una performance assolutamente fuori dagli schemi televisivi, eppure toccante e comprensibile, un dialogo sonoro vocale tra una madre e una figlia.

 

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now